Milano si racconta, alla vigilia dell'Esposizione Internazionale

Barbajada

Scritto da Carlo Cazzaniga • Martedì, 22 marzo 2011 • Commenti 0 • Categoria: Piatti e Ricette

La Barbajada è una bevanda che risale alla prima metà dell’800, ed accompagnava la degustazione dei dolci a Milano.

Il suo nome deriva dal nome proprio del suo inventore, Domenico Barbaja, in gioventù garzone di caffé, poi organizzatore di spettacoli musicali e fondatore del celebre Caffé dei Virtuosi a fianco della Scala.

Questa bevanda, rimasta in uso fino agli anni trenta ma oggi quasi dispersa, era fatta con cioccolata, latte e caffé in eguali dosi, zucchero a piacere, lavorata con la frusta fino a schiumare, e servita fresca in bicchiere d’estate, o calda con panna in tazza d’inverno.

Translate to en


>>Continua a leggere "Barbajada"

6591 hits
Tweet This!
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon  Technorati  Google  Bookmark   at del.icio.us Digg  Bookmark   at YahooMyWeb Bookmark   at reddit.com Bookmark   at NewsVine Bookmark   with wists Bookmark using any bookmark manager!

Gremolada

Scritto da Carlo Cazzaniga • Domenica, 20 marzo 2011 • Commenti 0 • Categoria: Piatti e Ricette

La gremolada, termine che deriva dal dall'inflessione dialettale di gremolà, o meglio:ridotto in grani, è un condimento composto da un trito di prezzemolo e aglio, con l'aggiunta di scorza di limone grattugiata.

E'  usato principalmente per insaporire l'osso buco alla milanese, ma risulta ottimo anche se cosparso  su scaloppine o su tagli di coniglio.

Tritate con la mezzaluna il prezzemolo e un piccolo spicchio di aglio, ed aggiungetevi la scorza di limone grattugiata (solo la parte gialla).

La gremolada viene aggiunta al termine della cottura e la si accompagna anche agli  intingoli di carne.

Translate to en


>>Continua a leggere "Gremolada"

7656 hits
Tweet This!
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon  Technorati  Google  Bookmark   at del.icio.us Digg  Bookmark   at YahooMyWeb Bookmark   at reddit.com Bookmark   at NewsVine Bookmark   with wists Bookmark using any bookmark manager!

Raspadura

Scritto da Carlo Cazzaniga • Domenica, 20 marzo 2011 • Commenti 0 • Categoria: Piatti e Ricette

Questa varietà di formaggio può essere considerata il capostipite dei grana.
Vasta è la letteratura a riguardo (molte le testimonianze nel Medio Evo) dove emerge la primogenitura rispetto agli altri formaggi grana.

Oggi conosciuto come Tipico Lodigiano è noto come il grana con la goccia per le lacrime di siero che permangono anche dopo mesi di stagionatura, ha rischiato di scomparire dal panorama caseario lombardo e nazionale.

La raspadüra è un modo di servire il formaggio grana presentandolo come sottilissime sfoglie, raschiate con un particolare coltello da una forma di Granone Lodigiano oppure di qualunque formaggio grana giovane, stagionato dai quattro ai sei mesi.

La raspadüra viene solitamente servita come antipasto, spesso accompagnata da salumi, noci o funghi, ma può anche essere utilizzata per guarnire primi piatti come il risotto o la polenta.


 

Translate to en


>>Continua a leggere "Raspadura"

11567 hits
Tweet This!
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon  Technorati  Google  Bookmark   at del.icio.us Digg  Bookmark   at YahooMyWeb Bookmark   at reddit.com Bookmark   at NewsVine Bookmark   with wists Bookmark using any bookmark manager!

Cassoeula

Scritto da Carlo Cazzaniga • Domenica, 23 gennaio 2011 • Commenti 0 • Categoria: Piatti e Ricette

Una delle preparazioni che più caratterizza la cucina lombarda è la cassoeula, un piatto a base di maiale e verze.
Si tratta sicuramente di un piatto invernale e viene, in modo particolare, preparato per la festa di Sant'Antonio il 17 gennaio.

La leggenda vuole che, durante la dominazione spagnola di Milano, un ufficiale dell'esercito spagnolo insegnò alla sua amata, cuoca di una delle famiglie più nobili del luogo, questa ricetta che prevedeva la combinazione di carne di maiale e verza.

Fu così che la cuoca, un giorno nel quale la dispensa era un po' carente di alimenti, pensò bene di preparare questo piatto per la famiglia presso la quale lavorava, piatto che riscosse molto successo tanto da diventare uno dei piatti più famosi della capitale lombarda.

Più verosimilmente l'origine di questa ricetta è, invece, legata alla festività di Sant'Antonio che rappresentava la fine della macellazione dei maiali.


Translate to en


>>Continua a leggere "Cassoeula"

4798 hits
Tweet This!
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon  Technorati  Google  Bookmark   at del.icio.us Digg  Bookmark   at YahooMyWeb Bookmark   at reddit.com Bookmark   at NewsVine Bookmark   with wists Bookmark using any bookmark manager!

Pannerone: forme casearie del lodigiano

Scritto da Carlo Cazzaniga • Giovedì, 23 dicembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Piatti e Ricette

Il nome Pannerone o Panerone lega le sue origini all’espressione dialettale lombarda panera, che vuol dire panna.

Da sempre considerata una leccornia, si ritiene che come la panna anche il formaggio Pannerone godesse di altrettanta fama.
Ottenuto da latte vaccino intero e crudo, il Pannerone è un formaggio a pasta cruda e a breve maturazione.

A causa del suo aspetto esteriore che ricorda il gorgonzola, il Pannerone è chiamato anche gorgonzola bianco, sottolineando la mancanza delle tipiche muffe verdi.

In realtà, la tecnologia di produzione e le caratteristiche organolettiche dei due formaggi risultano molto differenti.

Il Pannerone, contrariamente alla quasi totalità dei formaggi, non subisce alcun trattamento di salatura, aspetto che gli conferisce un gusto e un aroma decisamente caratteristici.
Di forma cilindrica, ha un di diametro 25-30 cm, scalzo di 25-35 cm e peso 10-13 kg.

Translate to en


>>Continua a leggere "Pannerone: forme casearie del lodigiano"

4284 hits
Tweet This!
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon  Technorati  Google  Bookmark   at del.icio.us Digg  Bookmark   at YahooMyWeb Bookmark   at reddit.com Bookmark   at NewsVine Bookmark   with wists Bookmark using any bookmark manager!

Ossobuco

Scritto da Carlo Cazzaniga • Domenica, 28 novembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Piatti e Ricette

Sui testi dei ricettari più legati alla tradizione riguardanti la cottura e la preparazione delle carni bovine, si nota che nella scelta per la preparazione di questo piatto, al manzo è sempre preferito il vitello.

L'ossobuco e la cotoletta richiedono infatti, nella loro originale esecuzione, esclusivamente l'uso di questo tipo di carne.

Il motivo di tale scelta è la sua morbidezza.
Il vitello, per essere tenero, non deve superare il peso di 300 kg. e aver ricevuto un'alimentazione solo a base di latte.

Per l'Ossobuco si usa di preferenza il geretto di vitello posteriore che è il più tenero.
Le fette ricavate, il cui spessore può variare da 3 a 4 cm., sono comprensive di osso centrale con midollo.

Quest'ultimo è di fondamentale importanza e costituisce l'elemento irrinunciabile del piatto perché, sciogliendosi durante la cottura insieme al connettivo che lega la polpa, contribuisce a conferire mostosità al cibo.
Accompagnatelo come meglio si addice al vostro gusto, ma sappiate che la tradizione, lo vuole abbinato al risotto giallo.


Translate to en


>>Continua a leggere "Ossobuco"

7397 hits
Tweet This!
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon  Technorati  Google  Bookmark   at del.icio.us Digg  Bookmark   at YahooMyWeb Bookmark   at reddit.com Bookmark   at NewsVine Bookmark   with wists Bookmark using any bookmark manager!

Uova al cereghin

Scritto da Carlo Cazzaniga • Sabato, 2 ottobre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Piatti e Ricette

La semplicità di una soluzione da trovare in 5 minuti, in piena sintonia con il cattivo rapporto con il tempo che hanno gli abitanti in questa città.
Conosciute come uova all' "occhio di bue" sono anche definite così, al cereghin ovvero: uova al tegame ("cereghin" si traduce "chierichetto" ed il termine si applica alle uova perché, una volta cotte, ricordano la "chierica" dei frati).

Sgusciate 2 uova separando accuratamente i tuorli dagli albumi.
Scaldate in un padellino 30 g di burro fino a quando assumerà un colore molto intenso, quindi unite gli albumi e fateli addensare fino al momento in cui la parte superiore apparirà lattiginosa.

Con il dorso di un cucchiaio praticate negli albumi due incavi, in cui farete delicatamente scivolare i 2 tuorli. Coprite con un coperchio e fate cuocere per un paio di minuti.
Salate e pepate, quindi tenete in caldo mentre cuocete allo stesso modo le altre uova.

Translate to en


>>Continua a leggere "Uova al cereghin"

4953 hits
Tweet This!
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon  Technorati  Google  Bookmark   at del.icio.us Digg  Bookmark   at YahooMyWeb Bookmark   at reddit.com Bookmark   at NewsVine Bookmark   with wists Bookmark using any bookmark manager!

Insalata di nervetti

Scritto da Carlo Cazzaniga • Domenica, 26 settembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Piatti e Ricette

Così si chiamano, impropriamente, perchè i nervi non c'entrano niente, le cartilagini del ginocchio e dello stinco del vitello.

Nervetto è un'italianizzazione della voce dialettale la cui traduzione, indica i tendini.
In passato i nervetti erano uno dei piatti serviti nelle osterie per accompagnare la mescita al bianco, quale antipasto tipico della tradizione popolare milanese.

Oggi i nervetti sono anche preparati, già cotti e pressati, a livello industriale e distribuiti nelle salumerie: in questo caso però si usa ogni genere di cartilagine e non solo quella del piedino.

Translate to en


>>Continua a leggere "Insalata di nervetti"

3249 hits
Tweet This!
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon  Technorati  Google  Bookmark   at del.icio.us Digg  Bookmark   at YahooMyWeb Bookmark   at reddit.com Bookmark   at NewsVine Bookmark   with wists Bookmark using any bookmark manager!