Milano si racconta, alla vigilia dell'Esposizione Internazionale

Spazio Iso Rivolta

Scritto da Carlo Cazzaniga • Domenica, 27 marzo 2011 • Commenti 0 • Categoria: Musei

La Iso Rivolta è stata una casa automobilistica e motociclistica italiana attiva nel settore dei veicoli a motore dal 1947 al 31 dicembre 1974 che, negli anni, ha assunto varie denominazioni, da Iso Autoveicoli a Iso Rivolta per finire a Iso Motors dal 1973.

Spazio Iso Rivolta prende avvio da una vicenda storica, umana ed industriale che ha fortemente segnato l’area di Bresso, in provincia di Milano.
Nel dopoguerra, l’attività di produzione delle famose Iso era motivo di orgoglio e soddisfazione per i cittadini di Bresso; ricordi che affollano tuttora la mente dei più anziani e che costituiranno parte del patrimonio culturale dei giovani abitanti.

Il percorso culturale legato all’epopea auto motociclistica propone, oltre ai disegni tecnici originali, una raccolta di numerosi modelli.

Annoveriamo, tra gli altri, l’Isoscooter 150 F, l’Isomoto GT e l’Isosport 125 tra i motocicli, la mitica Isetta (prodotta dalla Iso in circa 1500 esemplari tra il 1953 ed il 1954) e le favolose Granturismo come la GT (800 auto prodotte tra il 1963 ed il 1970), la Grifo (437 auto considerando la produzione completa, dal 1963 al 1974), la Fidia (188 auto prodotte dal 1967 al 1974) e la Lele (produzione nel 1970-74 stimata in 285 esemplari).


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Il museo Kartell

Scritto da Carlo Cazzaniga • Venerdì, 25 marzo 2011 • Commenti 0 • Categoria: Musei

Kartellmuseo racconta la storia e l'identità dell'azienda Kartell, fondata nel 1949 con la mission di realizzare oggetti di design in plastica.
La Fondazione si prefigge lo scopo di diffondere presso il pubblico la conoscenza del disegno industriale e dei processi estetici-produttivi ad esso collegati.

Molte sono le icone firmate Kartell esposte nel museo, collocato all'interno dello stabilimento.
La collezione è costituita da diverse tipologie di oggetti (autoaccessori, casalinghi, lampade, articoli per laboratorio, mobili e complementi d’arredo) disposti in ordine cronologico.
Le pareti dell’allestimento sono caratterizzate da una tavola sinottica che guida il visitatore e delinea delle possibili chiavi interpretative relative a: manifestazioni, design, tecnologia e comunicazione.

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Castagna: storia e gloria di una carrozzeria

Scritto da Carlo Cazzaniga • Sabato, 8 gennaio 2011 • Commenti 0 • Categoria: Luoghi

Il 24 ottobre 1942 un bombardamento alleato colpì, distruggendolo, lo stabilimento Castagna, all'angolo tra via Montevideo e via Valparaiso, a Milano.
Quelle bombe, oltre a portare morte e distruzione e a costringere molti milanesi allo sfollamento, posero fine a un'epoca, quella in cui, dalla fabbrica della zona Solari uscivano le prestigiose vetture della carrozzeria fondata nel 1849 in via della Chiusa, a poca distanza, vicino ai Navigli.
Dopo la guerra, infatti, l'azienda lasciò Milano e si trasferì a Venegono Superiore, vicino a Varese, dove negli ultimi anni ha ripreso la produzione di esemplari unici o piccolissime serie.


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Plasmon

Scritto da Carlo Cazzaniga • Martedì, 4 gennaio 2011 • Commenti 0 • Categoria: Fabbriche


E' il 1902 e a Milano, per iniziativa del Dott. Cesare Scotti, nasce in Italia la Plasmon, con il nome di Sindacato italiano del Plasmon.

Nel corso di quest'anno inzia l'importazione e la commercializzazione del Plasmon puro.
Questo ingrediente viene utilizzato anche per produrre e commercializzare i famosi biscotti, la pastina e il cacao al Plasmon.

L'epopea del marchio giunge fino ad oggi, attraversando anni difficili nei quali ben due conflitti mondiali si antepongono ad uno sviluppo inarrestabile.
Consociata italiana di H.J. Heinz Company dal 1963, opera nei settore alimentare producendo e commercializzando alimenti per l’infanzia, alimenti dietetici e dietoterapeutici e prodotti per la ristorazione.

La sua struttura produttiva consiste di due stabilimenti, coordinati a livello centrale dall’Headquarter di Milano.

Nello stabilimento di Ozzano Taro (Parma) vengono prodotti biscotti, latti liquidi, latti in polvere, paste, liofilizzati, oli, dolcificanti e tisane.
Lo stabilimento di Latina produce omogeneizzati, biscotti e succhi di frutta.

La gloriosa Industria Alimentare della Plasmon di Milano (oggi però con stabilimento a Latina) pensò bene di risolvere i problemi alimentari dei bambini italiani con gli omogeneizzati.

Nacquero i famosi plasmoniani, un aggettivo che negli anni '60 riempiva di orgoglio quei bambini che al ritorno dalle colonie estive e messi sulla bilancia, avevano aumentato il loro peso e la loro massa tra il piacevole stupore dei genitori.


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Il museo storico Alfa Romeo

Scritto da Carlo Cazzaniga • Martedì, 27 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Musei


In sei ampie sale, che si estendono su un'area di 4000 mq, oggi fanno bella mostra di sé circa 110 automobili che rappresentano quasi la totalità dei modelli prodotti dalla Casa del Portello dal 1910 al 1977.

Il Museo Alfa Romeo di Arese è principalmente ma non esclusivamente automobilistico.
In una sala sono esposti circa 15 motori d'aereo.

Bisogna ricordare che nel decennio 1935/1945 l'Alfa costruì molte migliaia di motori per aerei che erano considerati tra i migliori del mondo.

Compirono memorabili imprese sportive in concorrenza con la migliore produzione europea, come la famosa Istres-Damasco-Parigi.

C'è anche una collezione di circa 1000 modellini, una trattrice agricola, dei compressori d'aria e uno scafo Popoli.
Nella sua lunga storia, l'Alfa Romeo ha prodotto propulsori per ogni sorta di macchine, e il museo ha cercato di illustrare questo suo nutrito curriculum industriale.

Nell'allestimento è stato seguito un metodo volutamente sommario.
I pannelli che illustrano il museo contengono soltanto alcuni dati tecnici essenziali e notizie sportive fondamentali, per non caricare eccessivamente l'attenzione del visitatore.
Molte delle vetture esposte richiederebbero una presentazione più approfondita, in particolare quelle che segnarono momenti chiave dello sviluppo della tecnologia Alfa Romeo, e che hanno dato un contributo fondamentale allo sviluppo dell'automobile, principalmente nel campo della "sicurezza".

Il museo dell'Alfa Romeo di Arese sarà posto sotto tutela della Soprintendenza: ospita oltre 100 auto che hanno fatto la storia del marchio del Biscione (molte di più sono custodite nel garage caveau sotterraneo).
Pochi i visitatori italiani, mentre ne arrivano migliaia da ogni parte del mondo. Qui sotto, la leggendaria 8c 2300 che nel '31, guidata da Nuvolari, vinse il Gp d'Italia.


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GDE Bertoni: medaglie e trofei mondiali

Scritto da Carlo Cazzaniga • Venerdì, 18 giugno 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fabbriche

Nota fino al 1995 come "Bertoni Milano", la GDE Bertoni è nota per essere una fucina di medaglie e trofei, annoverando tra i prodotti, le medaglie dell'ordine olimpico, le coppe calcistiche europee riconosciute dall'uefa, e della ancor più nota Fifa World Cup.

Proprio quest'ultima, fu la realizzazione che aprì le porte ad un nuovo mercato, cambiando i destini dell'azienda.

Il marchio, già noto per aver ideato la medaglia delle Olimpiadi di Roma nel "60, fu invitato insieme ad altri 52 concorrenti, a partecipare al bando indetto dalla Fifa per la creazione di una nuova Coppa, da aggiudicare alla nazionale vincente dei campionati del mondo di calcio.

La Fifa World Cup, è figlia della vecchia Coppa Rimet.
Quest'ultima, sarebbe stata definitivamente vinta, dalla nazionale che avrebbe vinto quattro edizioni del torneo.

Fu così che quando nel 1970, il Brasile di Pelè alzò la coppa al cielo per la quarta volta dall'esordio della manifestazione, lasciò sguarnito il piedistallo orfano del trofeo.

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Porselli: scarpine da ballo

Scritto da Carlo Cazzaniga • Venerdì, 4 giugno 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fabbriche

Il nome per antonomasia delle scarpine da ballo italiane e' quello della ditta fondata a Milano nel 1919 da Eugenio Porselli.

Cresciuta fino ad oggi sulla linea di una solida tradizione familiare la casa milanese ha saputo far apprezzare in tutto il mondo una qualita' frutto di esperienza e professionismo resi attenti ed affettuosi da un legame con la danza autenticamente vissuto, tanto da poter affermare che la storia delle scarpine Porselli e' la storia stessa del balletto.

Le materie prime sceltissime e la raffinata lavorazione, arricchita da un vivo rapporto diretto con il mondo della danza e con i suoi problemi, fanno delle celebri scarpine e degli altri prodotti Porselli l'ideale per la ballerina ed il danzatore di oggi e di domani, come lo sono stati per quelli del passato.

Se gia' negli anni trenta Porselli aveva sedi a Londra e a Parigi, oggi la sua produzione si e'affermata ovunque e lusinghiere lodi le giungono dagli Stati Uniti come dal Giappone.


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Isotta Fraschini

Scritto da Carlo Cazzaniga • Lunedì, 12 aprile 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fabbriche

Nel 1899 due italiani, Cesare Isotta e Vincenzo Fraschini, a Milano, crearono la fabbrica di auto di lusso più importante della storia moderna.
Principi, duchi, maharajà, zar.
I potenti di allora tutti in fila, per possedere un’auto personalizzata ed esclusiva.
Un’opera d’arte. Una diversa dall’altra.

Nel 1906, si inaugurò la sede del loro stabilimento, sempre a Milano, in via Monterosa 79.
Il 1908 una Isotta-Fraschini vinse la Targa Florio. Tra i piloti, si annoverano Alfieri Maserati ed Enzo Ferrari. Durante la Prima guerra mondiale presentarono la nuova Tipo 8, e dopo la Seconda guerra mondiale fu fatto un tentativo con la Monterosa, ma la società nel 1949 chiuse.
Tra i molti ambasciatori IF si ricorda Rodolfo Valentino.

La vita dell'uomo è tutta improntata sui "se"; se non avessi detto ... se non fossi andato ... se non avessi pensato ... ed anche la gloriosa Isotta Fraschini è figlia di una serie di "se".

Così, se Giuseppe Ricordi non fosse stato il secondogenito di Tino Ricordi, se la Casa Musicale Ricordi non avesse avuto la tradizione di affidare al primogenito la conduzione dell'azienda, se Giuseppe non avesse intrapreso l'attività di importatore di automobili (Rochet-Petit, Panhard & Levassor, De Dietrich, Benz), se Oreste Fraschini in quel pomeriggio uggioso ed immerso nella nebbia non fosse andato ad incontrare Giuseppe Ricordi per acquistare la sua Benz ... adesso non parleremmo di Isotta Fraschini!

Oreste Fraschini, trentenne milanese (era nato il 15 luglio 1867), con una gran passione per la meccanica, appartenente a famiglia agiata ma non ricca, quel pomeriggio si volle concedere il primo regalo da adulto e comprò la sua Benz.
Divenne presto amico di Paolo Meda, forse, affratellati dalla marca della vettura che avevano comprato presso Ricordi che oltre a fare limportatore aveva istituito un Club adiacente al garage ove gli appassionati si riunivano per discutere di autovetture.

Morto il padre quando lui era ancora in giovane età toccò a lui prendere in mano le sorti dell'azienda di famiglia (pelatura del riso) e, sopratutto, dare il buono esempio ai suoi due fratelli ed alle sorelline.
Abbandonata questa attività assieme al fratello Antonio ed all'amico Rusconi diedero vita ad una fabbrica di laminazione di metalli non ferrosi, la Rusconi & Fraschini, che consentì loro, fondata la Isotta Fraschini di sostenersi nei momenti ricorrenti di scarsa redditività.


Vincenzo Fraschini era il minore dei maschi. Appassionatissimo di motori iniziò una carriera sportiva che fu molto apprezzata. All' epoca incontrarsi per due gentlman al volante significava far scattare immediatamente una sfida che terminava inevitabilmente con uno scambio di gentilezze.
Fu così che conobbe l' avvocato Isotta, anch'egli grande sportman.


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