Segnaletica fuorviante, e conseguenze onerose
Scritto da Carlo Cazzaniga • Venerdì, 11 settembre 2009 • Categoria: Costume
Si è fortunati, quando non si paga dazio.
Una complicata segnaletica, prolissa in alcuni aspetti, ed evasiva in altri, non semplifica le novità in fatto di viabilità.
L'avvento dell'ecopass, da tutti recepito almeno per quanto riguarda la percorribilita ed i veti con oneri annessi, a causa di una segnaletica che sovente si confonde a mille altre insegne presenti in quel punto, ha portato il traffico a circoscrivere la città lungo le circonvalazioni esterne.
Il terrore nell'invadere in buona fede, una strada interdetta al traffico comune, a spostato il baricentro della viabilità per zone esterne con relativo congestionamento di risulta.
Almeno la metà delle infrazioni registrate, la si può tranquillamente attribuire a semplice distrazione, o ad una cattiva esposizione del cartello stesso.
Paradossale risulta quello all'angolo di Porta Vercellina: girate a destra in direzione di Corso Magenta e vi trovate fotografati all'istante senza aver visto il cartello.
Sì, perchè quando si esegue una svolta che fino al giorno prima si poteva fare, non c'è solo il cartello da osservare, ma anche il pedone che attraversa, il tram che sopraggiunge, il motorino che si insinua nell'angolo.
Il colmo è che, dal sito del Comune di Milano, il viale in oggetto, non risulti segnato come corsia preferenziale.
Non c'è molto buon senso sotto questo aspetto, da parte della pubblica amministrazione nei confronti del cittadino, il quale solitamente impara sbagliando. Tipico di questa cittadinanza, è l'apprendimento dei divieti in modo progressivo, adeguandosi poco alla volta a provvedimento già in vigore, pagando pegno come se "facesse parte del gioco".
Ottanta euro di verbale però, rappresenta una cifra sufficiente ad aprire un sottoconto se non un vero e proprio mastro, nella contabilità dell'economia famigliare.
Peggio ancore se, verbalizzata la notifica a tre mesi di distanza, il cittadino si trova a reiterare l'infrazione più volte, con un conseguente "bagno di sangue".
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Il cartello confonde spesso, ed almeno una volta all'anno ci castiga.
Nel suo genere è chiarissimo: Lun 01.00 - 06.00 ma se lo leggi da lontano, la tua riflessione simultanea si ferma alla lettura del giorno, non pensando però che ogni giorno solare, inizia alle 00.00 della stessa sera.

Sotto un certo aspetto, ci dispiace per tutto questa politica propensa al divieto, anche perchè è in totale contraddizione con quel termine di "tolleranza", che sempre più spesso viene citato e sbandierato in congressi, comizi, e riunioni di consiglio.
Sempre più barriere vengono poste per vivere con atteggiamento spontano e naturale, una città che nel dinamismo, ha fatto sempre una delle principali prerogative.
Il divieto sempre ed a tutte le ore, allontana in massa la proverbiale spigliatezza e voglia di partecipare tipica di questa città. La speranza che abbiamo è che l'evento dell'Expo, dia nuova energia e personalità ad una città che tanto ne avrebbe bisogno.



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