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Rotonde e dossi artificiali: ma quante sono?

Scritto da Carlo Cazzaniga • Giovedì, 10 settembre 2009 • Categoria: Viabilità



In un percorso automobilistico di 40km attraverso i comuni della periferia nord di Milano, ci siamo soffermati ieri in considerazioni sulla presenza strabordante di rotonde e di dissuasori alla velocità.
Non che non ce ne fossimo mai accorti, ma indispettiti da incolonnamenti stradali, la ricerca di un colpevole risultava come sempre, un atteggiamento facile e piuttosto scontato.
Nel caso specifico, pur non essendo colpevoli nè le rotonde, nè i dossi ai quali facciamo riferimento, le riflessioni a riguardo avevano già superato la soglia dell'indifferenza, al punto di iniziare una conta che alla fine avrebbe prodotto questi risultati: 29 rotonde e 32 dissuasori, con sommo piacere per le nostre sospensioni.


Che le amministrazioni comunali abbiano colto l'occasione di convertire così i fondi della comunità, per eseguire opere stradali di questa natura, non discutiamo.

Sul fatto che alcune di queste rotonde, siano opere di urbanizzazione atte ad agevolare con voli pindarici, accessi a suntuosi ed urlanti centri commerciali, non ci addentriamo.

Sulla presenza di dissuasori in zone residenziali, in una quantità maggiore di quella esistente nelle adiacenze di un'ospedale, non entriamo nello specifico.

Resta comunque il fatto pratico che, percorrere alcune strade in automobile e peggio ancora in moto, sia diventato oggi arduo tanto quanto partecipare ad una Parigi-Roubaix.

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Inoltre, la letteratura della rete, riporta diversi esempi di come queste opere di urbanizzazione, vengano messe in opera con una certa discrezionalità rispetto ai parametri imposti dalla Comunità Europea.
Secondo quanto ritrovato sulla rete, pare inoltre che in alcune regioni, il fenomeno sia ancora più inflazionato rispetto al fenomeno da noi citato, portandoci alla facile deduzione che la "pandemia" in oggetto, stia divenedo un fenomeno nazionale.

Entrando nel merito delle conclusioni, ci permettiamo di dire che, escluso l'intrecciarsi di arterie provinciali, tutte le altre risuonano come banali riccioli di virtuosismo "edil-botanico", che in alcuni casi sforano nel modellismo dall'alto dei loro 15 metri di diametro.
Personalmente, se volgo la memoria a "verdi" giornate trascorse sui libri di "tecnologia delle costruzioni" e "topografia", lo studio delle curve spiralizzate, dei manufatti di cantiere e delle pendenze , non era riportato da testi su bricolage e modellismo.

Ci dispiacerebbe pertanto, che in virtù dell' Expo 2015, la nostra viabilità venga scambiata per un percorso da parco acquatico, nella quale, percorse in sequenza 2,3,4 rotatorie in sequenza, risulti più semplice orientarsi con il muschio degli alberi, piuttosto che con un navigatore satellitare da aggiornare ogni 24 ore.

Per quanto concerne i dissuasori di velocità, o dossi artificiali, ci sembrano più intelligenti le soluzioni ottiche come quelle che vi sottoponiamo, o dove l'ostacolo risulti morbido diversamente da quel trampolino di lancio che è, senza ledere sospensioni o peggio ancora, perdere il controllo del mezzo.







Bocciamo senza possibilità di appello, dissuasori alti 30-40cm in prossimità delle zone centrali di questi paesi.
Pur riconoscendo il giusto rispetto al pedone, talvolta sembra di percorrere zone del silenzio adibite al passaggio di lettighe, che sfiorano il ridicolo quando, giunti dietro l'angolo, presentano marciapiedi scevri dalla capacità di accogliere un pedone ed una carrozzina contemporaneamente.

Concludendo: non ci sembra che una percorrenza con marce basse, sia prerogativa di sicurezza in relazione ai percorsi "toboga" presenti.
Non ci risulta, se la mettiamo sull'ecologico, che le emissioni da marce basse, siano di impatto inferiore.
Ci risulta invece, che la l'intreccio di arterie e aggiramento dei centri abitati, abbia dilatato notevolmente alcune brevi percorrenze.

Se dovessimo introdurci nei trasporti d'emergenza quali autolettighe, unità coronariche, autopompe dei vigili del fuoco, sarebbe necessario un'ulteriore post.



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  1. Piattaforme gigantesche spuntano sopra i tetti dei palazzi lungo le strade più trafficate per occupare le posizioni più ambite, con batterie di fari che di notte sembrano illuminare astronavi. E, fuori dalle città, eccoli affastellati nelle larghe cur

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