La Milano sotterranea: rifugi antiaerei
Scritto da Carlo Cazzaniga • Martedì, 8 settembre 2009 • Categoria: Luoghi
Milano, come del resto la maggioranza delle grandi città europee, fu colpita da ingenti quantità di bombe aeree, durante l'ultimo conflitto mondiale.
I rifugi antiaerei, erano sparsi per tutta la città, ed erano ricavati nella maggioranza dei casi, dagli scantinati dei diversi fabbricati.
Esternamente, erano segnalati da delle indicazioni verniciate a parete, riportanti il pittogramma di una freccia con l'acronimo di uscita di sicurezza U.S.: una segnaletica da condominio ormai dimenticata. La ricostruzione e la ristrutturazione parziale o totale degli stabili, ha cancellato nel tempo questa testimonianza, ma del numero consistente che ne costituiva la totalità, qualcuno è giunto fino ai nostri giorni anche se impraticabile:
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I sotterranei della Ghirlanda del Castello di Porta Giovia furono attrezzati a ricovero e poi utilizzati semplicemente come magazzini.
Alcune informazioni riportano che presso l’ex area industriale del Portello (attualmente dismessa e parzialmente demolita) vi fossero vari ambienti sotterranei destinati alla produzione di materiale bellico; in particolare, una galleria collegava i due impianti principali passando sotto Viale Monteceneri.

Il ricovero antiaereo della Stazione Centrale, realizzato in fase con la stazione ferroviaria, è rimasto a tutt’oggi quasi completamente integro nella sua originaria struttura.
Costruito in mattoni e calcestruzzo armato, si compone di due lunghe gallerie parallele con volta a botte, comunicanti mediante brevi corridoi ortogonali alle stesse.
Alle estremità vi sono larghe rampe d’accesso e porte blindate.
Era dotato d’impianto d’illuminazione, di ventilazione e di servizi igienici. In corrispondenza di una stretta scalinata, che doveva condurre ad ambienti soprastanti, è risultato parzialmente allagato, al momento della prima ricognizione, a causa della una perdita di una tubatura.

Ancora nel 1989 il ricovero antiaereo di via Luini era in discreto stato di conservazione.
La sola rampa ascendente che conduceva in via Luini era chiusa e parzialmente ingombra di macerie.
Posto a una profondità di sette metri e completamente rivestito in cemento, il ricovero era provvisto d’impianto elettrico e di ventilazione.
Si componeva di un vasto ambiente rettangolare, con un solo breve muro divisorio e l’accesso avveniva da due gallerie poste su angoli contrapposti.
In particolare, la galleria verso via Luini si articolava in una scalinata discendente seguito da un tratto orizzontale sulla cui volta un camino munito di pioli metallici comunicava con la superficie (unico accesso al momento dell’ispezione) e una seconda breve rampa in salita, con muro anti soffio. Oggi è adibito ad archivio.

Il ricovero antiaereo di Via Adriano, ben visibile ancora oggi, era invece costituito da torri in cemento armato di un'altezza pari a 30 metri. I ricoveri sotterranei posti in corrispndenza, erano dotate anche di un serbatoio d'acqua.
La forma conica della sommità era pensata in moto tale, che l'ordigno potesse ruzzolare ed esplodere lontano, preservando la vita dei rifugiati sottostanti.
La presente soluzione, era utilizzata su terreni con scarsa urbanizzazione o terreni di pertinenza industriale.
L'area del Portello, allora occupata dagli stabilimenti Alfa Romeo, che come industria bellica produceva i motori degli Junkers Ju 87 ( detti anche Stukas) utilizzo la medesima tipologia di rifugio, che però deluse amaramente le aspettative durante la prima estate di bombardamenti.



Rifugio antiaereo in Via Lorenteggio

Il rifugio sotterraneo di Piazza Grandi
Link: milanosotterranea.com



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