Grandi magazzini
Scritto da Carlo Cazzaniga • Venerdì, 9 luglio 2010 • Categoria: Curiosità

I grandi magazzini, nacquero a Milano nel 1889 per iniziativa di Ferdinando Bocconi, che inaugurò in piazza Duomo la ditta "Alle città d'Italia", poi ribattezzata da D'Annunzio "La Rinascente".
Questa tipologia di negozio, nuova per l'Italia, forniva un canale distributivo ideale per lo spaccio delle produzioni seriali e, a livello sociale, affermò un vero e proprio gusto borghese, democratizzando mode e costumi.
La libertà del cliente di guardare, provare, scegliere e acquistare fu la formula vincente della Rinascente.
La politica di questa azienda era sempre orientata a offrire il meglio ai consumatori, cercando di trasferire alle classi economiche emergenti ciò che fino a quel momento era appannaggio delle classi sociali alte.
E' per questo che a partire dagli anni '20 la Rinascente promosse, ad opera del senatore Borletti, la nascita in Italia del primo magazzino a prezzo unico, la U.P.I.M. (Unico Prezzo Italiano Milano).
In realtà la prima Upim aprì a Verona l'8 Maggio 1923; qui si vendevano articoli di abbigliamento, giocattoli, prodotti per la casa e la persona a prezzi che variavano da 1 a 4 lire.
Il cosiddetto abito confezionato, che fino a quegli anni era di una qualità tale, da poterf ar vivere dignitosamente un nutrito comparto di sarti, migliorò la sua manifattura.
Questi magazzini riscossero un notevole successo tanto che, nonostante le devastazioni della guerra, sopravvissero e si estesero su tutto il territorio nazionale.
Nei grandi magazzini c'era un'attenzione particolare per gli assortimenti e la presentazione dei prodotti, che dovevano rispondere al mutamento dei gusti dei clienti.
Per questo periodicamente si allestivano delle esposizioni tematiche, come la fiera del bianco o, come nel caso di queste fotografie, il "tuttomare".
Con il boom economico degli anni '50, la rapida affermazione di nuovi consumi incise profondamente nella vita e nell'immaginario collettivo degli italiani.
La possibilità di acquistare prodotti inaccessibili durante il secondo conflitto mondiale innescò quel complesso processo di soddisfazione di antichi bisogni, che è la premessa della nascita di una società basata sul consumismo.
La politica della Rinascente era orientata a trasferire alle classi economicamente emergenti ciò che fino a quel momento era stato appannaggio delle classi sociali alte.







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