Expo, più vicino il passo indietro di Stanca
Scritto da Carlo Cazzaniga • Martedì, 22 giugno 2010 • Categoria: Rassegna Stampa
Le dimissioni di Lucio Stanca sono attese per giovedì.
L’amministratore delegato della società che gestisce Expo potrebbe annunciare il suo passo indietro già durante il consiglio di amministrazione convocato, appunto, tra due giorni.
Questo, almeno, è quanto risulta informalmente alla maggioranza dei soci che compongono il board (Comune, Regione, Provincia, Camera di Commercio e Governo).
Stanca, invece, ancora ieri ha scelto la strada del silenzio, limitandosi a qualche riunione interna e ad alcune telefonate.
Se comunque non sarà giovedì, l’addio dell’amministratore delegato e onorevole del Pdl è dato per scontato.
Si era pensato di costruire per lui un’uscita morbida, affidandogli il posto di presidente che a quel punto sarebbe stato lasciato libero dall’attuale numero uno, Diana Bracco.
Ma la Bracco, a sua volta, ha spiegato a tutti i suoi interlocutori di non essere intenzionata ad andarsene: e per essere più chiara ha scritto il 15 giugno scorso una lettera all’ad e a tutti i soci e rappresentanti del consiglio sindacale in cui ha demolito, punto per punto, il business plan rivisto da Stanca dopo la richiesta dei soci di contenere i costi, considerati i tempi di crisi e le acque agitate in cui versa Expo.
Ipotesi più gettonata è dunque che, restando la Bracco alla presidenza, scompaia dalla governance la figura dell’amministratore delegato e venga inserito un direttore generale che i soci hanno già individuato in Giuseppe Sala, ex manager Pirelli, da 18 mesi direttore generale del Comune.
Le trattative sono a uno stadio talmente avanzato che a Palazzo Marino si sta già affrontando il nodo del dopo- Sala: al suo posto potrebbe così arrivare uno dei suoi due vice, l’ingegner Antonio Acerbo, oggi responsabile di tutta l’area tecnica, direttore già ai tempi della giunta Albertini.
Questa soluzione darebbe al sindaco Letizia Moratti la garanzia di continuità che ha chiesto, evitando scossoni ulteriori ad una macchina comunale che in questa legislatura è già stata molto provata.
Via: milano.corriere.it



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