Milano si racconta, alla vigilia dell'Esposizione Internazionale

Leo Wachter, quell'uomo che portò i Beatles a Milano

Scritto da Carlo Cazzaniga • Giovedì, 20 maggio 2010 • Categoria: Personaggi



Molti sanno chi sia stato Leo Wachter, "genio e sregolatezza", per chi gli ha voluto veramente bene.

Leo è stato il primo, o uno dei primi bimbi ebrei deportati dalla Gestapo, pochi mesi dopo la salita al potere di Hitler.
Un ragazzo che ricordava che il più grande dramma della sua adolescenza fu quello di essere cacciato dai pulcini della Ambrosiana-Inter in quanto ebreo.

Un ragazzo, partigiano, socialista e democratico, che dopo la Liberazione si dedicherà a far divertire i milanesi al cinema all'aperto, una bibita e tanta voglia di tornare a vivere, in una città devastata da una guerra provocata e persa.
Ed un giorno fondatore del Piper di Milano, padrone di casa dei più grandi jazzisti del mondo, fino all'avventura del Teatro Ciak, portando per primo in Italia Sinatra, il Circo di Mosca e poi di Pechino, l'unica volta dei Beatles in quel memorabile giugno '65, il jazz di Ellington, della Fitzgerald, Armstrong e tanto altro, fra cui il musical «Ciao, Rudy» con Lionello.

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Diventò uno degli impresari più famosi d'Italia: fu lui a organizzare la storica tournée dei Beatles nel giugno 1965.
Oltre ai Beatles, portò nel nostro paese artisti del calibro di Louis Armstrong, Duke Ellington, Ella Fitzgerald, Jimi Hendrix, i Rolling Stones, The Who, il grande Frank Sinatra, per poi fondare, nel 1977, il Teatro Ciak, una fucina di talenti valorizzati poi dal cinema e dalla televisione, tra cui Leila Costa, Paolo Bossi, Aldo Giovanni e Giacomo, Zuzzurro e Gaspare, Beppe Grillo, la Smorfia con Massimo Troisi, Alessandro Bergonzoni.


A dieci anni dalla scomparsa di Leo Wächter, la figlia Patrizia ne racconta la vita avventurosa, tra drammi che hanno fatto la storia ed episodi inediti legati all'infanzia e all'adolescenza, di cui lui parlava poco e scoperti solo dopo mesi di ricerche.
Ma anche momenti entusiasmanti della storia dello spettacolo, con i ricordi di tanti artisti e le emozioni di anni irripetibili.

La storia di un ragazzo che ha passato la prima parte della propria vita a pagare il prezzo di essere ebreo e la seconda a cercare di far sorridere un popolo, il nostro popolo, uscito da una guerra perduta, proponendo agli italiani una quantità di artisti che solo un ragazzino ebreo che aveva girato il mondo a forza di scappare dai nazisti che lo braccavano, dimostrandoci che l'ebreo che piange può trasformandosi nell'"ebreo che ci fa ridere".

Patrizia Wächter.
Fnac. Giovedì 20 maggio. Ore 18. Via Torino
Ingresso libero.

Via: milano.corriere.it

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