Le raccolte d'arte dell'Ospedale Maggiore di Milano
Scritto da Carlo Cazzaniga • Mercoledì, 28 aprile 2010 • Categoria: La Cultura 
La Regione Lombardia dal 2007 ha avviato un programma di catalogazione e valorizzazione delle proprie collezioni d’arte e di quelle degli enti sanitari appartenenti al Sistema Regionale, conservate presso le sedi regionali e ospedaliere o depositate presso i musei lombardi.
Le Raccolte d’Arte dell’Ospedale Maggiore di Milano costituiscono un esempio significativo della rilevanza culturale e delle caratteristiche di formazione delle collezioni ospedaliere.
Sono infatti composte da dipinti, sculture, arredi, vasi di farmacia, suppellettili ecclesiastiche e paramenti liturgici commissionati, acquistati o pervenuti attraverso lasciti e donazioni, dal 1456 anno di fondazione dell’Ospedale ad oggi, per un totale di oltre 2400 beni.

Tra i dipinti si segnala la presenza dei principali artisti operanti non solo in Lombardia dal XV secolo in poi: Alessandro Bonvicino detto il Moretto, Tintoretto, Bernardo Strozzi, Carlo Francesco e Giuseppe Nuvolone, Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto, Anton Francesco Biondi, Francesco Hayez, Giuseppe Molteni, Domenico e Gerolamo Induno, Cesare Tallone, Giovanni Segantini, Emilio Longoni, Gaetano Previati, Angelo Morbelli, Mario Sironi, Raffaele De Grada, Massimo Campigli, Emilio Tadini.
Il tema iconografico più ricorrente è quello del ritratto a mezza figura o a figura intera, ambientato o in esterno.
Sono effigiati, spesso con grande attenzione fisionomica, i benefattori e le benefattrici che nel corso del tempo hanno lasciato all’Ospedale i propri beni in segno di riconoscenza.
Questa galleria di personalità, classi sociali, vicende umane e professionali consente un viaggio fra contesti storici, trasformazioni urbanistiche, stili e arredi, costumi e mode degli ultimi cinque secoli. dipinti, spesso commissionati ad artisti esplicitamente indicati nelle disposizioni testamentarie del benefattore, erano sottoposti all’approvazione della Commissione Artistica e al Consiglio dell’Ospedale che potevano anche respingerli.
I ritratti dei benefattori più generosi erano esposti durante la Festa del Perdono che si teneva annualmente il 25 marzo, giorno dell’Annunciazione, in cui veniva concessa l’indulgenza plenaria a chi faceva visita alla Cappella dell’Ospedale e venivano raccolti i fondi per la costruzione e l’ampliamento dei padiglioni.








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