Villa Mirabello: un angolo del '400 alla spalle della "maggiolina"
Scritto da Carlo Cazzaniga • Martedì, 13 aprile 2010 • Categoria: Palazzi 
Villa Mirabello è uno degli esempi di maggior interesse per quanto riguarda la tipologia della villa-cascina suburbana quattrocentesca, e tra gli edifici meglio conservati nell'area prossima al centro urbano di Milano insieme alla Bicocca degli Arcimboldi, entrambe sulla direttrice nord di Milano e poste a breve distanza l'una dall'altra, e la Cascina Bolla in zona San Siro.
Legata alla famiglia Mirabello, ai quali si deve probabilmente l'inizio della costruzione dell'edificio, la villa entra nel 1445 in possesso di Pigello Portinari, nobile fiorentino incaricato di gestire a Milano il Banco Mediceo e committente della cappella Portinari in S. Eustorgio affrescata da Vincenzo Foppa, e successivamente del fratello Azareto.
Dopo essere stata possedimento dei Landriani e di Giovanni Marino alla metà del Cinquecento, per la villa, relegata alla sola funzione agricola, inizia una fase di decadenza interrotta solo all'inizio del Novecento grazie ad una serie di restauri, anche di carattere stilistico.
Le vicende di trapasso di proprietà della villa furono diverse.
Dagli Umiliati essa passò per oltre duecento anni in possesso dei Serhelloni, poi ai nobili Busca, infine al conte Gianfranco Suardi di Bergamo.
I lavori di restauro furono iniziati e continuati fin verso il 1916;a causa della guerra furono sospesi mentre erano sul finire.
I restauri e gli adattamenti richiesti dal nuovo impiego di questa patrizia dimora sono opera squisita e sapiente del compianto architetto Ambrogio Annoni.
Così l'edificio, malgrado le varie modifiche subite è riuscito a conservare l'originario aspetto.
La casa si compone di due corpi di fabbrica disposti ad angolo retto.
L'edificio quattrocentesco è quello a destra entrando, con finestre ogivali in cotto: sull'altro lato è un grazioso cortiletto con porticato e un sovrapposto loggiato, sostenuto da colonnine di legno a sezione ottagonale, sussidiate da pilastri in miniatura di recente costruzione.
Il rivestimento grezzo è in mattoni a vista.
La scala ed il balcone di legno nella fronte principale non sono originali, come pure la fontana posta al centro del cortile che inalbera la biscia viscontea; è una riproduzione di quella ducale di Bellinzona.
Al fabbricato principale furono aggiunte più tardi rustiche costruzioni di uso monastico che confermerebbero la destinazione della casa alla quale abbiamo accennato.
Accanto alla porticina a ponente, che da acesso ai rustici, è situato l'oratorio dedicato alla Mater Amabilis.
L'architettura è di un gusto schiettamente lombardo, propria a quella del Ducato nella metà del Quattrocento.
Dove si trova?: Guarda sulla mappa






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