Aspirazioni giovanili tra veline e tronisti, e nuovi modelli di bellezza
Scritto da Carlo Cazzaniga • Mercoledì, 3 marzo 2010 • Categoria: Costume
Un tempo, ad un bel ragazzo od a una bella ragazza, capitava spesso di sentirsi dire:_ "....potresti fare del cinema!....", come se per scegliere un mestiere duro e difficile, che richiede anni di studio e quantomeno un pò di "fuoco sacro" che li giustifichi, bastasse un bel faccino. Oggi le cose sono cambiate, e ad ovviare ogni assenza di talento, ci ha pensato la tv.
Sei bella?
Sei prestante?
Ecco che lo schermo, offre un posto su misura per te: velina al femminile e tronista al maschile.
Altro è il discorso nel caso in cui la bellezza e la prestanza fisica, siano un plusvalore a doti esistenti, in campi in cui non è richiesta una particolare avvenenza. In fatto di musica classica, per esempio, ciò che conta, sono le effettive qualità artistiche di un esecutore.
L'ingombrante stazza di Pavarotti, non gli impedì per questo di riempire teatri interi di persone, accorse ad ascoltare la sua voce. Nessuno però si accorge, che anche la classica, sta via via perdendo quella patina di vetusto e di "pesante" che accompagnava la sua immagine.
Sono sempre più frequenti, gli interpreti che si propongono non solo per i loro virtuosismi, ma accompagnano un immagine di loro stessi, accattivante e contemporanea.

Questo dettaglio, non è da sottovalutare.
In una società dove non si hanno aspirazioni proprie, ma si tende ad emulare quanto si vede, ben vengano questi nuovi modelli, quantomeno, spingeranno molti ad abbracciare arti più nobili piuttosto che attività insulse.
Per rendersene conto, è sufficiente sfogliare i cataloghi dei cd in uscita, per scoprire che non si propongono più come quadri antichi, bensì si propongono con gli accattivanti primi piani di un assorto Jonas Kaufmann, o di una procace Anne Sophie Mutter.
Meglio ispirarsi a questi autentici "beniamini della vita", come li chiamava Thomas Mann: giovani, belli, ed intenti a suonare, piuttosto che a dei modelli bolsi e peggio ancora parlanti.
O come nel caso del violoncellista Gautier Capucon, che qualcuno lo associa per bellezza ad un giovane Alain Delon, esibitosi sabato all'università.
Ma attenzione: come mai sono tutti stranieri?
Vorrà dire che guardiamo troppa tv?







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