Milano si racconta, alla vigilia dell'Esposizione Internazionale

Panettone

Scritto da Carlo Cazzaniga • Martedì, 1 dicembre 2009 • Categoria: La Cucina




Quasi inflazionato dalle varianti che ogni anno l'industria dolciaria propone attraverso le sue varianti, rimane per molti uno dei simboli che capeggiano sulla tavola natalizia.

Ma che origine ha il nostro Panettone?

Origini antichissime.
Molto tempo prima della nascita di Gesù, al pane veniva attribuito un significato di ringraziamento e preghiera alla divinità.
Il cristianesimo fece proprie queste usanze.
A Milano il pane usato per le occasioni rituali era più tondo e grosso del solito, ricco e speciale, con uova, frutta, uva passa,canditi, spezie miele (lo zucchero divenne di uso comune nel 1800).

Per aiutare la lievitazione e come devozione le donne, dopo aver lavorato l'impasto, vi tracciavano sopra, con la fede nuziale, un solco a forma di croce.
Il nome Panettone viene spiegato in tanti modi. Lo scrittore Pietro Verri lo chiama "pane di tono" cioe' grande.
Sembra che comparisse già sulle tavole del Duecento arricchito da miele, uva secca ma anche zucca.
L'uvetta serve per augurare ai commensali fortuna e ricchezza: per forma, dimensioni e colore, ricorda infatti le monete d'oro, quindi, se siete tra quelli che la scartano, pensateci.....


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Una leggenda vuole che il merito dell'invenzione del Panettone spetti al nobile Ughetto Atellani ("Ughett", in dialetto milanese, è l'uva passa) nel quattrocento.
Secondo un'altra versione, fu un semplice garzone di fornaio, Toni, a inventare un dolce con ciò che riuscì a trovare per sostituire quello del suo padrone (venuto male) in un banchetto ("il pan de Toni", appunto).

Ma dobbiamo all'industria il fatto che il Panettone sia diventato il dolce di Natale di tutti gli Italiani e sia ora famoso in tutto il mondo.
Negli anni 50 due imprenditori dolciari milanesi, Angelo Motta e Gino Alemagna, furono impegnati un una "gara" all'ultimo dolce.


Al primo si deve l'invenzione del panettone alto (facendolo cuocere in pirottini di carta che fasciano l'impasto e ne favoriscono la crescita verticale), come lo conosciamo oggi, per renderlo diverso da quelli preparati in altre pasticcerie milanesi.


Si serve normalmente a fette tagliate verticalmente, accompagnato con del vino dolce, come lo spumante o il moscato, o con delle bevande calde come caffè e cioccolato.
Tuttavia la ricetta originale prevedeva una farcitura di sola uvetta, senza i canditi che vennero aggiunti più tardi alla ricetta tradizionale.
Oggi il Panettone è un dolce tipico Italiano tutelato dal D.M. 22-07-2005 che ne specifica gli ingredienti e le percentuali minime.


L'industria ed i laboratori artigianali, specialmente in questi ultimi anni, hanno proposto numerose variazioni sul tema "panettone": glassato, senza canditi o uvetta, ripieno di crema, gelato o cioccolato per citare solo le più apprezzate.
Viene anche esportato come dolce simbolo del Natale in moltissimi paesi.
Alcuni addirittura hanno delle buone produzioni "nazionali" come in particolare il Brasile, il Perù, il Cile, l'Argentina ma anche in Venezuela, in USA, in Canada ed in Spagna.


Via: milanometropoli.com
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  1. A Natale 2009 torna sulle tavole dei milanesi il «Pan tramvai», il «panettone dei poveri». Il dolce tipico della Brianza, che doveva il suo nome curioso al fatto che, all'inizio del secolo scorso, lo si comprava con il resto del biglietto del tram (la c

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