Milano si racconta, alla vigilia dell'Esposizione Internazionale

Casa Verdi

Scritto da Carlo Cazzaniga • Mercoledì, 18 novembre 2009 • Categoria: Palazzi


La chiamano così, da sempre.

Niente “Casa di Riposo per Musicisti”, anche se quel “riposo”, voluto proprio da Verdi è così intenso e geniale; niente parole come istituzione, fondazione, istituto.

Semplicemente “Casa Verdi”, come abitasse lì, come se chi va in quel luogo lo potesse incontrare. E lì è sepolto. C'è la cripta, solenne e un po' del gusto che riesce a essere insieme austero e quasi sovrabbondante, che è del poeta e librettista Boito e anche di suo fratello Camillo, architetto di questo palazzo.

Qualcosa di severo e di sontuoso, di non perfetto, ma di ordinato e simbolico, che è un po' il segno del teatro d'opera, e viene voglia, entrando, di saper cantare l'opera per poter pregare così, come faceva lui, laico e dubbioso ma costretto ad ammettere la necessità di pregare proprio mentre faceva cantare.

A Milano sanno tutti dov'è Casa Verdi.
Chi non lo sa, è uno che viene da fuori, e se lo chiede a un passante, riceve pronta risposta.
Quasi curioso questo fatto, che con tanta naturalezza un'iniziativa, un'istituzione, un luogo, una comunità , si siano inseriti familiarmente nell'esistenza di una città dura e spesso indifferente come Milano.

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Qualcosa di radicato, dentro la storia irrinunciabilmente.
Pare che lo confermino i sondaggi, sui luoghi e sulle cose riconoscibili dei milanesi.

Ma basta abitare a Milano per esserne sicuri.
Si entra e si sente la storia che non invecchia.
La modernità , l'aggiornamento, insomma la moda invecchiano. Le cose motivate, che esprimono una ragione buona, un'intelligenza concreta, un'occasione grande, vivono, proprio per quel che sono e senza uscire da un'immagine legata al loro tempo, la continuità della storia.


Lì, in quel bell'ambientone ottocentesco, con le finestre grandi e gli spazi ampi, con i mobili che ci ricordano a volte quelli che abbiamo sempre visto nelle nostre case da generazioni, ma con qualcosa di importante, di intimo e solenne, ci si trova a proprio agio.
Come in una casa della memoria che vorremmo lasciar sempre intatta, custodirla, con affetto.

 

Innumerevoli sono i visitatori, più o meno illustri, che hanno varcato l'ingresso di Casa Verdi: dai musicisti ai cantanti che si sono esibiti in concerto, dai politici ai religiosi che hanno voluto porre omaggio al Maestro Verdi e alla sua istituzione, fino ai parenti e amici degli ospiti della Casa di Riposo.

Una visita a Casa Verdi è un'esperienza irripetibile.
Ci si immerge nei ricordi di una residenza che ha mille vite da raccontare: non solo quella di Giuseppe Verdi e sua moglie con i loro oggetti personali, gli arredi, le collezioni d'arte e le rispettive tombe, ma anche quelle di tutti gli ospiti che qui hanno vissuto in oltre un secolo di storia.
La cripta di Verdi è visitabile dalle 8.30 alle 18.00.


Link: casaverdi.org
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