San Siro come lo Stade de France
Scritto da Carlo Cazzaniga • Martedì, 17 novembre 2009 • Categoria: Location
In queste settimane, si sta definendo il programma dei concerti per la prossima estate a S.Siro.
La novità, sta nel fatto che tra le date prescelte, una di queste verrà riservata all'opera lirica, un modo per avvicinare il grosso pubblico, ad approcciare ad esperienze inedite.
Il disegno più ampio di tutto ciò, si sintetizza nel fatto di voler rendere S.Siro uno spazio con funzioni che esulino dagli impieghi tradizionali, inserendo impianti preposti ad adeguare lo stadio milanese, alla moderna filosofia di gestione degli stadi europei.
Il modello sono lo Stade de France di Parigi e l’ Amsterdam Arena.
Inter, Milan e Comune stanno programmando gli interventi per portare San Siro a quel livello.
I nuovi lavori partiranno tra qualche mese.
L'interesse stimolato dal recente incontro di rugby Italia- Nuova Zelanda, ha risposto positivamente alle aspettative, e l'evento ha conferito fiducia agli organizzatori, per la programmazione di manifestazioni successive.
La sfida dei prossimi anni: aumentare i servizi per rendere San Siro più moderno e accogliente.
Il programma dei prossimi mesi prevede: ristrutturazione dell’intera copertura, rinnovamento del museo; creazione di due nuovi megastore, uno dedicato all’Inter e l’altro al Milan; quattro nuove sale lounge , più grandi delle attuali, nei settori d’angolo del primo anello; una nuova offerta di ristorazione.
E per questo il Comune sta mettendo a punto una modifica nel contratto d’affitto alle due società: oggi Inter e Milan pagano il 50 per cento cash e il 50 per cento in opere di ristrutturazione dell’impianto.
L’obiettivo è quello di passare a una proporzione 30-70, per aumentare i lavori e puntare a ospitare la finale di Champions League nel 2015.
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Riguardo la disponibilità di posti a sedere, lo stadio di S.Siro si propone come il più ampio "catino" ricettivo per la presentazione di spettacoli.
Attenzione però a non impoverire le manifestazioni in contesti inadatti.
Si potrebbe scivolare in risultati dove, difficilmente una soprano, potrà esaltare le sue capacità in un contesto così ampio, e dall'acustica così incerta, restituendo sensazioni inquinate ed improprie.
Un esempio su tutti, rimane quello delle opere eseguite nel cortile del castello sforzesco, che per problemi di acustica non fu in grado di farsi apprezzare proporzionalmente alle qualità degli attori.
Via: corriere.it



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