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Dipendenza da gioco. Assessore Majorino: “Aiuto, prevenzione e nuove norme contro un'autentica emergenza sociale”

Scritto da www.z3xmi.it • Mercoledì, 24 aprile 2013


A Milano triplicate le persone affette da patologia da gioco d'azzardo in carico ai Sert

Una ventina di proposte, tra gli appelli dei singoli cittadini di vietare “le macchinette mangia soldi” e l’apertura di altre sale da gioco in città e la disponibilità a raccontare la propria esperienza di vittime del gioco in incontri pubblici e nelle scuole. Ma anche progetti più ampi, che prevedono il sostegno a malati e famiglie e la formazione agli studenti, anche attraverso l’apertura di centri d’ascolto e una linea telefonica dedicata.

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Sullo sfondo la proposta di legge mossa dalla lega delle autonomie lombarde per un manifesto dei Sindaci e una nuova legge quadro di iniziativa popolare che possa dare ai primi cittadini la competenze in materia. È questo il risultato di un mese e mezzo di raccolta di proposte svolta dall’assessorato alle Politiche sociali attraverso la casella di posta elettronica noslot@comune.milano.it. Oggi all’Acquario civico l’assessore Pierfrancesco Majorino ha presieduto un incontro aperto al pubblico cui hanno partecipato un centinaio di persone tra associazioni e privati cittadini.

“Intendiamo costruire un coordinamento tra tutte le realtà già attive sul territorio e quelle che nasceranno per dare una risposta alla crescente richiesta di aiuto di chi è vittima della dipendenza da gioco”, afferma l’assessore Majorino. “I progetti che intendiamo realizzare riguarderanno sia il sostegno ai malati, sia la prevenzione attraverso campagne di sensibilizzazione che coinvolgeranno tutti, anche le imprese del settore gioco autorizzate dallo Stato. La dipendenza è un tema sempre più serio che tocca trasversalmente in Italia centinaia di migliaia di persone, con conseguenze sociali drammatiche. Si tratta di un fenomeno che deve essere al più presto affrontato anche a livello legislativo dal Parlamento, con l’approvazione di norme che consentano ai Comuni di intervenire sul territorio per regolare la presenza e l’apertura di nuove sale gioco”.
“Tra le iniziative che metteremo in atto al più presto – ha concluso Majorino – ci saranno forme di riconoscimento pubbliche per quegli esercizi commerciali, bar e tabaccherie che, in controtendenza, rinunceranno ad avere nei propri locali le slot machines”.

Alcuni dati.
A Milano.
Sono 126 le sale da gioco (bingo, scommesse e vtl) sotto il diretto controllo della Questura. A queste si aggiungono tutti i bar e le tabaccherie che hanno al loro interno le “slot machines” di ultima generazione. Il loro numero è determinato dalla metratura del locale.
A Milano dal 2009 al 2012 le persone affette da patologia da gioco d’azzardo in carico ai Sert cittadini sono quasi triplicate: si è passati da 92 persone nel 2009 a 265 nel 2012 (dato riferito alle sei sedi di Asl Milano). Dei 265 la maggioranza sono uomini (78%). La fascia di età più colpita va dai 41 ai 60 anni, con un picco tra i 41 e i 50 anni. Si tratta per lo più di persone coniugate (57,7%), vedovi (15,3%) e separati o divorziati (15,3%). Hanno nella maggioranza dei casi la licenza media (66%) o un diploma di scuola media superiore (32%). Il 67% delle persone seguite nei Sert hanno un lavoro, il 17,6 % sono pensionati o casalinghe. La segnalazione e l’invio al Sert è effettuato da amici o dalla famiglia. Nel 96% dei casi si tratta di italiani.
A Milano la dipendenza da gioco riguarda prevalentemente le slot machine (75%) e Gratta e vinci-lotto/like (14%). Mediamente i soggetti coinvolti hanno un reddito di 1.300 euro al mese e ne spendono nel gioco 1.200, pari al 91% del totale.

In Italia.
Le cifre fornite da una ricerca del 2012 eseguita dal Coordinamento nazionale dei gruppi per giocatori d’azzardo indicano che sono 32 i milioni i giocatori in Italia, di cui 800.000 i giocatori d’azzardo patologici a e due milioni i giocatori a rischio. Il numero dei giovani coinvolti (15 -25 anni) nel gioco va dal 39 % nel 2009 al 50% nel 2012.  
L’evoluzione del fenomeno del gioco d’azzardo indica nel nostro Paese una crescita esponenziale. L’Italia è il terzo Paese nel mondo, dopo Giappone e Regno Unito, per volume di gioco, e il primo per spesa pro capite: circa 1.260 euro di spesa procapite nel 2012 (neonati compresi). Fonte: relazione del Dipartimento nazionale Politiche Antidroga, 2012.
Tra il 2003 e il 2012 il volume del gioco d’azzardo in Italia ha avuto un andamento crescente, a ritmi che non hanno ceduto affatto alla crisi economica:
·        2007 – 42 miliardi,
·        2008 – 47,5 miliardi
·        2009 – 53 miliardi
·        2010 – 61 miliardi
·        2011 – 76 miliardi
·        2012 - 79,9 miliardi.

Negli ultimi anni si è riscontrato un proporzionale aumento di livello consumo, abuso e dipendenza. Secondo stime del Dipartimento delle Politiche Antidroga si rischia di passare dal quadro degli anni 2007-2008, in cui l’incidenza del gioco patologico era pari all’1% e quella del gioco problematico pari al 5% della popolazione, a un’incidenza del gioco patologico pari al 7-10 % e del gioco problematico del 10-18%  nel 2012.

Grave è la compromissione sociale e finanziaria sui prestiti usuranti. Fra il 2005 e il 2012 l’Ufficio Antiracket e Antiusura del Ministero dell’Interno ha registrato un aumento del 165% delle istanze di accesso al fondo di solidarietà di vittime dell’usura, con aumento di denuncia per usura anche in Regioni prima non considerate a rischio, fra cui la Lombardia, dove fra cause e concause è presente il gioco d’azzardo.

Pubblicato da www.z3xmi.it

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